Il rifiuto a partecipare all’incontro di conciliazione prima della causa non può essere espresso con una lettera inviata all’organismo di mediazione

Quando la mediazione è obbligatoria perché prevista dalla legge come condizione per procedere al successivo giudizio, le parti sono obbligate a partecipare personalmente, senza poter delegare il proprio avvocato e dovendo personalmente presenziare all’incontro. Non è quindi possibile essere assenti alla conciliazione, salvo sussista un giustificato motivo. Questo significa che non è neanche possibile inviare una lettera dicendo di non aderire alla mediazione. Declinare l’invito a tentare l’accordo, anche se vengono addotte puntualmente tutte le proprie ragioni, espone a tutte le conseguenze che la legge collega alla mancata partecipazione alla mediazione. È quanto chiarito dal Tribunale di Vasto con una recente sentenza.

Conseguenze per la mancata partecipazione alla mediazione:

se è il convenuto a non partecipare, senza giustificato motivo, all’incontro di mediazione, il giudice può desumere, da ciò, argomenti di prova nella successiva causa. Il che significa che, anche qualora venga rigettata la domanda dell’attore e data invece ragione al convenuto, quest’ultimo potrebbe essere condannato alle spese di giudizio o le stesse potrebbero essere compensate con l’avversario;

se è, invece, l’attore a non partecipare, senza giustificato motivo, alla mediazione, il giudice gli dà un termine per attivare il procedimento per la conciliazione; in caso di mancato adempimento, la causa viene “chiusa” e l’attore viene condannato a pagare (in favore del bilancio dello Stato) una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio.

Mediazione, valida la lettera con la dichiarazione di non adesione?

Sono quindi illegittime le prassi di banche e assicurazioni che, per tagliare i costi del giudizio, anziché inviare un delegato alla mediazione, trasmettano alla segreteria dell’organismo di mediazione una comunicazione (spesso a mezzo Pec, ossia posta elettronica certificata) con la quale espongono l’intenzione di non partecipare all’incontro ed illustrando le ragioni della decisione di rimanere assente. Il cittadino ha diritto a confrontarsi personalmente con la controparte. Nel caso di società come banche e assicurazioni, la partecipazione sarà garantita ovviamente per il tramite di un soggetto delegato purché avente i poteri di decisione e rappresentanza: questi non deve essere un semplice messaggero, ma deve avere la possibilità di accettare l’accordo o offrire soluzioni alternative alla vertenza; diversamente la partecipazione della società non sarebbe effettiva e si verterebbe nella stessa situazione di chi deleghi il proprio avvocato, evitando la partecipazione personale.

Link alla sentenza:
Il rifiuto a partecipare all’incontro di conciliazione prima della causa non può essere espresso con una lettera inviata all’organismo di mediazione

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